30 GIUGNO 2023: TERMINE DI FRUIZIONE DELLE FERIE DEL 2021

Scade il prossimo 30 giugno il termine fissato dalla legge per completare la fruizione delle ferie maturate nell’anno 2021. I datori di lavoro dovranno permettere ai dipendenti di poter fruire delle ferie maturate e non godute nel 2021, in quanto sono passibili di sanzioni amministrative e sono tenuti a versare i contributi aggiuntivi per i giorni non utilizzati.

Il diritto alle ferie spetta a tutti i lavoratori dipendenti ed è disciplinato da fonti normative di vario livello. In primo luogo dalla Costituzione, all’art. 36, comma 3, stabilisce che “il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”, in quanto trattasi di un mezzo necessario per tutelare la sua salute ed integrità psicofisica, consentendogli di recuperare energie e attuare le sue esigenze relazionali, ricreative e familiari. In secondo luogo, dall’art 10 del D.Lgs 66/2003 (modificato dal D.Lgs. 213/2004).

 

Maturazione ferie in periodi di assenza dal lavoro

 

Tipologia di assenza
Maturazione ferie
Aspettativa non retribuita
No
CIG a zero ore
No
CIG orario ridotto
Congedo matrimoniale
Contratti di solidarietà
Ferie
Infortunio
Malattia
Malattia del bambino
No
Congedo parentale
Sì (a partire dal 13 agosto 2022)
Maternità obbligatoria
Permessi elettorali
Permessi retribuiti
Richiamo alle armi
Sciopero
No

 

 

Il periodo feriale deve essere goduto come segue:

  1. per almeno 2 settimane nel corso dell’anno di maturazione;
  2. per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione;
  3. quelle eccedenti le 2 settimane maturate nel 2021, andranno godute entro il 30 giugno 2023.

Sanzioni

La mancata fruizione delle ferie nei termini stabiliti dalla norma espone il datore di lavoro a una sanzione che va da 100 euro a 600 euro per ciascun lavoratore cui è riferita la violazione. Se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori ovvero si è verificata per almeno 2 anni, la sanzione amministrativa va da 400 euro a 1.500 euro. Se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori ovvero si è verificata per almeno 4 anni, la sanzione amministrativa va da 800 a 4.500 euro.

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