ACCONTO IVA 2023

PREMESSA

Entro il prossimo 27 dicembre 2023 i soggetti che eseguono le operazioni mensili e trimestrali di liquidazione e versamento dell’Iva sono tenuti a versare l’acconto per l’anno 2023. Per la determinazione degli acconti, come di consueto, sono utilizzabili 3 metodi alternativi che riportiamo in seguito. L’acconto va versato utilizzando il modello di pagamento F24, senza applicare alcuna maggiorazione a titolo di interessi, utilizzando alternativamente uno dei seguenti codici tributo:

  • 6013: per i contribuenti che effettuano la liquidazione dell’Iva mensilmente;
  • 6035: per i contribuenti che effettuano la liquidazione dell’Iva trimestralmente.

 

DETERMINAZIONE DELL’ACCONTO

Per la determinazione dell’acconto si possono utilizzare 3 metodi alternativi: storico, analitico, o previsionale.

MODALITA’ DI DETERMINAZIONE DELL’ACCONTO
STORICO88% dell’imposta dovuta in relazione all’ultimo mese o trimestre dell’anno precedente
ANALITICOliquidazione “straordinaria” al 20 dicembre, con operazioni effettuate (attive) e registrate (passive) a tale data
PREVISIONALE88% del debito “presunto” che si stima di dover maturare in relazione all’ultimo mese o trimestre dell’anno

 

L’ACCONTO IN SITUAZIONI STRAORDINARIE O PARTICOLARI

Contabilità separate: in questo caso il versamento dell’acconto avviene sulla base di tutte le attività gestite con contabilità separata, compensando gli importi a debito con quelli a credito, con un unico versamento complessivo.

Liquidazione dell’Iva di gruppo (società controllanti e controllate): ai fini dell’acconto si deve tenere in considerazione che:

  • in assenza di modificazioni, l’acconto deve essere versato dalla controllante cumulativamente, con riferimento al dato del gruppo;
  • nel caso di variazioni della composizione, le controllate che sono “uscite” dal gruppo devono determinare l’acconto in base ai propri dati, mentre la controllante, nel determinare la base di calcolo, non terrà conto dei dati riconducibili a dette società.

Operazioni di fusione: nelle ipotesi di fusione, propria o per incorporazione, la società risultante dalla fusione o l’incorporante assume, alla data dalla quale ha effetto la fusione, i diritti e gli obblighi esistenti in capo alle società fuse o incorporate, che risultano estinte per effetto della fusione stessa.

 

CASI DI ESCLUSIONE

Sono esclusi dal versamento dell’acconto Iva i soggetti di cui alla seguente tabella (la seguente casistica devi intendersi esemplificativa e non esaustiva).

Casi di esclusione dal versamento dell’acconto Iva
  • soggetti con debito di importo inferiore a 103,29 euro;
  • soggetti che non dispongono di uno dei due dati, “storico” o “previsionale” su cui si basa il calcolo quali, ad esempio:

– soggetti che hanno iniziato l’attività nel 2023;

– soggetti cessati entro il 30 novembre 2023 (mensili) o 30 settembre 2023 (trimestrali);

– soggetti a credito nell’ultimo periodo (mese o trimestre) dell’anno precedente;

– soggetti ai quali, applicando il metodo “analitico”, dalla liquidazione dell’imposta al 20 dicembre 2023 risulta un’eccedenza a credito;

  • soggetti che adottano il regime forfettario di cui all’art.1 commi da 54 a 89 L. n.190/2014;
  • soggetti che adottano il regime dei “minimi” di cui all’articolo 27, comma 1 e 2 D.L. 98/2011;
  • soggetti che presumono di chiudere l’anno in corso a credito, ovvero con un debito non superiore a 116,72 euro, e quindi che in pratica devono versare meno di 103,29 euro (88%);
  • i produttori agricoli esonerati (articolo 34, comma 6, D.P.R. 633/1972);
  • soggetti che applicano il regime forfetario ex 398/1991;
  • soggetti esercenti attività di intrattenimento (articolo 74, comma 6, D.P.R. 633/1972);
  • i contribuenti che, nel periodo d’imposta, hanno effettuato soltanto operazioni non imponibili, esenti, non soggette a imposta o, comunque, senza obbligo di pagamento dell’imposta;
  • i soggetti che esercitano attività di spettacoli e giochi in regime speciale;
  • i raccoglitori e i rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo;

gli imprenditori individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda, entro il 30 settembre, se contribuenti trimestrali o entro il 30 novembre, se contribuenti mensili, a condizione che non esercitino altre attività soggette all’Iva

 

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